Trattativa con il Comune di Milano
Durante gli anni '70 e '80 si costituirono in Europa ed in Italia cooperative che praticavano la strada dell'autocostruzione (ad es. Bologna), cioè del risanamento di edifici degradati di proprietà pubblica con la partecipazione degli abitanti sia a livello economico che fattivo.
In questa prospettiva ci siamo costituiti in cooperativa e abbiamo formulato e presentato all'amministrazione comunale tre diverse proposte di risanamento dell'edificio: la prima, nel 1981, elaborata dall'architetto Giancarlo De Carlo e sostenuta dalla rivista Spazio e Societa' proponeva di creare in via Morigi 8 un cantiere-laboratorio per sperimentare la possibilità di risanare una casa storica con tecniche leggere e a costi bassi grazie alla partecipazione della Scuola Edile del Comune di Milano e degli abitanti; le altre due, basate su due progetti da noi commissionati allo studio di architettura Pignataro-Zambelli (1985) e allo studio di ingegneria Marcosano (1991), proponevano una nostra partecipazione ai lavori in autocostruzione guidata da tecnici e i costi di risanamento sostenuti con un recupero in conto affitto.
I tre progetti sono stati presentati in convegni cittadini a cui hanno partecipato rappresentanti di sindacati e cooperative edilizie suscitando una buona eco tra specialisti (architetti e ingegneri) e abitanti del quartiere (nel 1992 il Consiglio di Zona 1 voto' una mozione favorevole).
L'amministrazione comunale non prese mai in seria considerazione nessuna delle nostre proposte.
Il primo reale contatto con l'Amministrazione l'abbiamo avuto nel 1995 quando tecnici comunali realizzarono il primo sopralluogo della casa.
Nel 1999 il Demanio riprese in mano la situazione imponendo una soluzione apparentemente semplice: il pagamento di un' indennità di occupazione per gli ultimi cinque anni e l'avvio di un progetto di ristrutturazione che comportava l'allontanamento di tutti gli abitanti e delle associazioni.
Proponeva, a chi ne aveva i requisiti, di iscriversi nelle liste per l'assegnazione di case popolari e prevedeva, dopo la ristrutturazione, il rientro in affitto per quei pochi che avrebbero potuto pagare prezzi di mercato.
Decidemmo di pagare una prima quota di indennità per dimostrare la nostra volontà nel trovare un accordo, ma vincolammo il pagamento di una seconda quota ad un ulteriore incontro ed alla firma di un protocollo d'intesa fra l'Amministrazione comunale e gli abitanti della casa.
L'Amministrazione ritenne non ci fosse altro da dire.
Il 10/11/2005 riceviamo dal Settore Demanio e Patrimonio la comunicazione dell'avvio di un procedimento amministrativo volto al rilascio forzoso dei locali siti in via Morigi 8 in quanto occupanti senza titolo.
L'amministrazione Comunale si prepara cosi' a cancellare con arroganza 30 anni di storia cittadina.
Attualmente è in corso la cessione dell'intero edificio ad un Fondo di gestione immobiliare gestito da BNL.
Per salvare una delle poche case del centro storico sfuggite per ora alla speculazione, luogo di scambio e confronto collettivo, proponiamo:
-il mantenimento della proprietà pubblica dell'edificio
-una ristrutturazione rispettosa, che utilizzi anche i progetti da noi commissionati
-il riconoscimento di trent'anni di autocostruzione e autogestione della casa
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