M8·Attività


La Casa

Via Morigi 8 è una casa storica. Sorge nell'area della città romana. http://www.corriere.it/vivimilano/

Questo palazzo e' un raro esempio di integrazione architettonica dal delicato equilibrio estetico. Dalla parte piu` antica del 1400 a quella del 600 del 700, alle coperture dei piani terra, eseguite nel 1900, troviamo un susseguirsi di tipologie e tecniche costruttive che riescono adintegrarsi grazie ad un delicato sistema di momenti di unione: il severo cortile ( segnato da due semplici colonne ) e la facciata che corre dalla via Gorani a via Morigi abbracciando tutto lo stabile con i suoi vari stili.

Le quattro scalinate sono totalmente differenti fra loro: esse rappresentano mondi e concezioni abitative distanti anni luce fra loro. Percorrerle e' come leggere un trattato di architettura dei vari secoli e permette di percepire il cambiamento del senso anche religioso dell' abitare: dalla ricerca della semplicita` quasi umile del quattrocento della scala a chiocciola, allo splendore celebrativo dello scalone monumentale del settecento.

La torre e' ben visibile, anzi caratterizza la casa come "casa-fortezza", mentre solo dall'alto e' possibile ammirare i vari terrazzi grandi e piccoli che movimentano la parte alta con una moltitudine di livelli diversi.

L'insieme di cavedi e cortili secondari non appare al visitatore occasionale nella reale complessità che gli appartiene perche` essi sono in parte celati da portoncini e piccoli corridoi: questo sistema costituisce l'ossatura dello stabile. [vedi Nel cuore storico di Milano]

Nella seconda metà dell'Ottocento e nel Novecento il palazzo è stato profondamente rimaneggiato e si è trasformato in una casa d'affitto per la media e la piccola borghesia , con spazi destinati ad attività produttive al piano terra (ad esempio,negli anni '30 una fabbrica di imballaggi) - Proprietario é il Comune di Milano. Lo è diventato nel periodo fascista (1939), espropriando l'edificio a privati (la famiglia Osnago), per abbatterlo e per far passare la strada di collegamento tra via Larga e Foro Bonaparte ( il progetto faceva parte del Piano regolatore fascista che non andava per il sottile in materia di sventramento dei centri storici, a Milano come altrove). La casa si salvò perché la guerra fece tramontare il progetto. La Sovrintendenza alle Belle Arti mise nel dopoguerra un vincolo protettivo prima sulla facciata e poi sull'intero edificio.

La Società SAMI,di proprietà della famiglia Radice Fossati, amministrò nel dopoguerra il palazzo sulla base di una convenzione stipulata nel periodo fascista. Alla metà degli anni '70 i Radice Fossati cercarono di appropriarsene intentando al comune una causa di usucapione. La persero (la sentenza della Cassazione è del 1980).
Nel frattempo avevano mandato via tutti gli inquilini ad eccezione di due che rifiutarono di andarsene ( la Taverna Morigi e una pensione).

La casa rimase vuota e per 12 anni non venne fatta alcuna manutenzione. Il degrado arrivò ad uno stadio avanzato. Nel 1976 entrano i nuovi abitanti e incomincia l'esperienza di autogestione .

Se un atto autoritario di cancellazione di memoria fosse applicato a Via Morigi 8, toglierebbe a Milano un vero tesoro, un aiuto alla comprensione del tempo e della storia, ed annullerebbe gli sforzi e le fatiche che noi abbiamo compiuto in 30 anni per conservare questa casa difendendola da speculazioni e dalla distruzione a cui il disinteresse delle istituzioni l'aveva condannata. Nonostante la poverta` di mezzi che ha caratterizzato i nostri interventi, abbiamo mantenuto l'integrità' dei significati e del valore della casa : non abbiamo mai fatto interventi che non potessero essere reversibili e qualsiasi esperto sa' che questa e' la regola numero uno per ogni tipo di restauro.

Il pericolo di una ristrutturazione indiscriminata e' piu` che mai concreto: sono stati stanziati soldi per eseguirla e noi chiediamo che ci venga riconosciuta la qualità dei nostri sforzi nella conservazione dello stabile ed alcuni di noi desiderano essere consultati in merito alle scelte che questa ristrutturazione comportera'.

Mauro Poletti