Casa: Gossip contemporaneo

Berlusconi: "una casa per tutti"
Cofferati: "via gli abusivi"
Ferrante: "si rivolgano a sedi competenti"

I riflettori sono accesi, tema goloso per nuove campagne elettorali. Essere nell'occhio del ciclone significa lasciare altri ad alzar polvere e continuare a sottolineare le semplici cose di sempre.

A partire dagli anni '70, occupare case è stato esprimere qualcosa in più della semplice soddisfazione di un bisogno: un'ingerenza politica in un quadro sociale dove era ormai chiaro che l'idea di legalità non coincideva con giustizia, tema ancora attuale. Essere occupanti è anche, nel nostro caso, proposta di interlocuzione: abbiamo esposto ad assessori sbigottiti un'idea di progettazione partecipata prima ancora che si prospettassero i contratti di quartiere. abbiamo cercato gli strumenti tecnici e amministrativi che mostrassero i vantaggi dell'autogestione. abbiamo dimostrato come, negli ultimi trent'anni, un bene pubblico possa diventare un bene sociale.

Occupare oggi è, ancora una volta, la dimostrazione di una legalità obsoleta non rispondente ai bisogni sociali. Dopo tante leggi ad personam, è ora di fare leggi per le persone: riconoscere a chiunque il diritto di abitare come primo bene.